Provincia di Trieste

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Cultura e valorizzazione dei beni del territorio

Il Faro della Vittoria

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Orari di visita, informazioni e servizi

 

Orario

 

Il Faro al pubblico è aperto dal 2 aprile 2016 fino alla seconda domenica di ottobre tutti i sabati e le domeniche dalle ore 15 alle 19. Ingresso gratuito. Ultimo ingresso ore 18.30.

  

In occasione della Regata velica Barcolana, ovvero il 2° sabato e domenica di ottobre, l’apertura è dalle 9.30 alle 17.30, con orario continuato. Ultimo ingresso ore 17.

    
 

Dove si trova il Faro

La struttura si trova in Strada del Friuli 141, a Trieste. 

 

 

Come arrivare con i mezzi pubblici
Da piazza Oberdan, Trieste, con gli autobus n° 42, 44 e 46.

  

 

Informazioni

Servizi culturali e valorizzazione beni del territorio, Provincia di Trieste

lunedì-venerdì 9-13, telefono 040 3798500

  

 

Referenti:

Susanna Abatangelo

Adriana Auber

email cultura@provincia.trieste.it

 

Dépliant Faro ITA  SLO  ENG  DEU


INFORMAZIONI DI SICUREZZA E MODALITA' DI ACCESSO   ITA  SLO  ENG  DEU

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Il Faro della Vittoria è un’opera imponente (alta 67,85m) e comprende due importanti funzioni: commemorare i marinai caduti nella Prima Guerra Mondiale e guidare la navigazione notturna nel Golfo di Trieste (la lanterna è collocata a 115 metri sopra il livello del mare, compie un giro intorno all’asse in 30 secondi e sprigiona una luminosità di circa 1.200.000 candele con una portata media di 30 miglia).

 

La parte ornamentale è completata, in basso, dalla potente figura del Marinaio Ignoto, opera di Giovanni Mayer, realizzata dal maestro scalpellino Regolo Salandini con l’impiego di 100 tonnellate di pietra di Orsera. Sotto la statua è affissa l’ancora del cacciatorpediniere Audace (prima nave italiana a entrare nel porto di Trieste il 3 novembre 1918), donata dall’ammiraglio Paolo Thaon di Revel, Ministro della Marina del Regno d’Italia. Ai lati dell’ingresso del Faro sono posti due proiettili della corazzata austriaca Viribus Unitis. Su una grande piastra in pietra è incisa l’iscrizione “ A.D. MCMXXVII Splendi e ricorda i Caduti sul mare MCMXV – MCMXVIII”.

 

Dopo sette anni di chiusura totale e alcuni restauri, il Faro è stato riaperto al pubblico il 18 maggio 1986, grazie all’interessamento della Provincia di Trieste e col concorso dell’allora Azienda Autonoma di Turismo e Soggiorno. Attualmente è possibile accedere anche al secondo anello della struttura.



Il Faro della Vittoria dipende dal Ministero della Difesa ed è aperto al pubblico grazie ad una convenzione con la Provincia di Trieste.

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La storia

L’idea di costruirlo nacque all’architetto triestino Arduino Berlam (1880 – 1946) già nel 1917, poco dopo la disfatta di Caporetto e la battaglia del Piave, e prese corpo nel dicembre 1918, appena finita la guerra. Come sito, venne quasi subito scelto il Poggio di Gretta, che offriva un assetto ottimale: 60 metri sul livello del mare che assicurano una posizione dominante, terreno roccioso e un ampio basamento dalle solide fondamenta che ingloba il bastione rotondo dell’ex Forte austriaco Kressich, completato nel 1854.

 

Il progetto per il Faro fu di Arduino Berlam e i lavori iniziarono nel gennaio 1923 per concludersi (a un costo complessivo di lire 5.265.000) il 24 maggio 1927, con una cerimonia di inaugurazione alla presenza del Re Vittorio Emanuele III. La possente ma slanciata struttura, dal peso complessivo di 8.000 tonnellate, è rivestita esternamente da più di 1.500 metri cubi di pietra istriana di Orsera nella parte superiore e di pietra carsica di Gabria in quella inferiore.

 

Completano l’edificio 2.000 metri cubi di calcestruzzo e undici vagoni di ferro pari a 100 tonnellate. Sopra la grande colonna, un capitello sostiene la “coffa” (così definita con esplicito riferimento agli alberi delle navi), in cui è inserita la gabbia di bronzo e cristalli della lanterna, coperta da una cupola in bronzo decorata a squame. All’apice della cupola svetta la statua in rame della Vittoria Alata, opera dello scultore triestino Giovanni Mayer (1863 – 1943), realizzata dall’artigiano del rame e del ferro Giacomo Sebroth: il peso è di circa 7 quintali.

  

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Indicazioni sulla sicurezza e l'accesso al sito

 

- Per garantire la sicurezza dei visitatori l’accesso alla torre del Faro è consentito a un numero massimo di 10 persone alla volta accompagnate da un addetto.

 

- La visita alla torre dura 15 minuti.

 

- L’accesso all’ascensore è consentito a tre persone alla volta.

 

- Gruppi di massimo 40 persone possono accedere alla torre, sempre nelle giornate di sabato e domenica, solo dalle 15 alle 16 previa prenotazione da inoltrare  all’indirizzo sottoriportato almeno 20 giorni prima della visita. Del gruppo possono accedere 10 persone alla volta. In questa fascia oraria è consentito l’ accesso anche ad altri visitatori solo se compatibile con la visita da parte dei gruppi.

 

- La torre presenta barriere architettoniche e l’accesso ai  disabili è limitato.

 

- L’accesso è consentito esclusivamente sino al secondo  ballatoio.

 

- I minori devono essere accompagnati.

 

- Per le dimensioni della scala elicoidale e del vano ascensore non è consentito l’accesso con zaini, borse voluminose e  cavalletti.

 

- È vietato l’accesso agli animali.

 

- La struttura rimane chiusa in caso di condizioni climatiche avverse.

 

- Il percorso di visita, che presenta 250 gradini, è sconsigliato a quanti hanno difficoltà motorie, agli asmatici, ai cardiopatici e, per gli spazi, a chi soffre di vertigini e claustrofobia.

 

Considerata la struttura architettonica della torre del Faro e l’altezza dei parapetti che cingono il primo e secondo ballatoio, si sconsiglia la visita ai bambini poiché rischierebbero di non fruire appieno della veduta panoramica.

 

I genitori e/o gli adulti che decidono comunque di accompagnare un minore alla torre del Faro sono responsabili del bambino loro affidato, devono sorvegliarlo costantemente e non lasciarlo mai solo né sulle scale né tantomeno sui ballatoi.  

 

E’ fatto divieto assoluto di sporgersi dal parapetto.

 

Per ragioni di sicurezza legate al rischio di scavalcamento, è altresì vietato sostenere o sorreggere il bambino appoggiandosi alla balconata per consentire la veduta panoramica. Il genitore e/o l’adulto, sotto la propria responsabilità, può prendere in braccio il bambino, solo appoggiando la schiena alla parete della torre.

 

Gli operatori presenti hanno il potere di correggere e/o vietare comportamenti giudicati pericolosi e non rispondenti alle norme in materia di sicurezza e, se necessario, interrompere la visita.


 

Ultimo aggiornamento: 29/03/2016
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