Provincia di Trieste

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Progetti per la Comunità

LABORATORIO DI ACCESSIBILITA' - LabAc - L.R. 41/1996 / PIANI DI ZONA 2013-2015

 

 

CONVEGNO “#PERSONE, #SPAZI, #SERVIZI. POLITICHE E AZIONI PER UN AMBIENTE DI VITA A MISURA D’UOMO”

img_spaziIl giorno 15 aprile 2016, presso la Sala Maggiore della Camera di commercio di Trieste, in Piazza Borsa, dalle ore 9.30 si è svolto il convegno nazionale dal titolo “#Persone, # Spazi, # Servizi. Politiche e azioni per un ambiente a misura d’uomo” che conclude idealmente un percorso iniziato nel 2011 dalla Provincia di Trieste con l’avvio del progetto LabAc. Idealmente perché il progetto, con il trasferimento delle competenze della Provincia, sarà fatto proprio dai Comuni (Trieste, Muggia, Duino-Aurisina e Sgonico) i cui organi di governo hanno già deliberato l’adesione al progetto LabAc e lo hanno reso operativo inserendolo  nei loro Piani di Zona 2013-2015; impegnandosi, con ciò, ad operare nel futuro nel solco di un approccio culturale ai temi dell’accessibilità a spazi, beni e servizi di pubblico interesse basato sulla partecipazione e la consapevolezza di tutti i portatori di interesse coinvolti nella pianificazione, programmazione e gestione degli interventi. Il convegno ha visto coinvolte figure di rilievo nazionale e locale che portano la loro esperienza e le loro riflessioni sul tema della necessità della condivisione delle scelte per la costruzione di ambienti di vita che soddisfino le esigenze della più ampia platea di fruitori, nel rispetto di quanto stabilito dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e nell’ottica di perseguire politiche e azioni che mirano al benessere e all’autonomia dei cittadini e all’empowerment della comunità. Alla introduzione la Provincia di Trieste e il Comune di Trieste (il più grande di quelli coinvolti nel progetto) hanno tracciato un bilancio dell’impegno della loro amministrazione nel progetto, ha seguito una breve illustrazione dei suoi aspetti tecnici, sviluppata dall’Università di Trieste – coordinatore scientifico del progetto stesso. Poi un nutrito parterre di invitati che rappresentano la società civile e le Associazioni impegnate nell’affrontare i temi della disabilità a tutto tondo (Simone Fanti, giornalista del Corriere Economia, Giampiero Griffo, membro del Consiglio Mondiale di Disabled People’s international),  offrono una riflessione sulle opportunità, i limiti e le criticità insite nel rapporto uomo (con le sue esigenze) – e contesto (con i suoi vincoli) (Corrado Azzollini, Soprintendenza Belle Arti  e Paesaggio del FVG), uno sguardo sulle azioni a livello nazionale promosse dall’Osservatorio sulla disabilità del Ministero delle Politiche sociali (Isabella Menichini), e sulle azioni di sensibilizzazione e formazione dei progettisti (Daniela Orlandi). Nel pomeriggio il focus è stato spostato sulle politiche e gli strumenti messi a punto da Enti e Amministrazioni per la promozione dell’accessibilità (Andrea Valdrè, Regione Toscana; Alberto Arenghi, Università di Brescia, Maria Agostiano, Ministero Beni e delle Attività Culturali e del Turismo), e casi di studio che porteranno all’attenzione progetti concreti sviluppati nel Comune di Torino (Claudio Foggetti), di Milano (Isabella Menichini) e Roma (Claudia De Angelis). Il convegno si è concluso alle 17 con l’intervento dell’Assessore alle Infrastrutture e Territorio della Regione FVG, Maria Grazia Santoro. L’evento è stato organizzato dalla Provincia di Trieste, dal Comune di Trieste e dall’Università degli Studi di Trieste. Gode del patrocinio della Consulta Regionale delle Associazioni delle persone disabili e delle loro famiglie e della Camera di commercio di Trieste.

(Segreteria scientifica - Università di Trieste, prof. Ilaria Garofolo,  garofolo@units.it). Provincia di Trieste (segreteria tecnica, programmazionesociale@provincia.trieste.it)

Programma

Profilo relatori

Estratti dei relatori

Foto convegno

 

20150204_10022820150204_100221PROGRAMMA DI FORMAZIONE LUGLIO-NOVEMBRE 2015

SPAZI E SERVIZI PER TUTTI: STRUMENTI E AZIONI PER UN PROGETTO CONDIVISO

Programma generale

1° modulo 28 luglio - ICF - Slide

2° modulo 14 settembre - progettazione inclusiva - Slide

3° modulo 21 settembre - Design for All - Slide

4° modulo 2 ottobre - accessibilità "a norma" e reale - Slide

5° modulo 23 ottobre - buone pratiche - Slide

Sintesi della giornata

6° modulo 23 novembre - workshop - Programma

Sintesi della giornata

                                                                              

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23 ottobre 2015 - Spazio Villas

Note biografiche dei relatori

 

BILANCIO - LUGLIO 2015

L’assessore provinciale Roberta Tarlao ha presentato nella sala del Consiglio provinciale il bilancio del progetto Laboratorio di Accessibilità – LabAc, di intesa e insieme con gli assessori Laura Famulari, Elena Marchigiani, Andrea Dapretto del Comune di Trieste, Andrej Cunja, Tatjana Kobau del Comune di Duino-Aurisina, con il sindaco del Comune di Sgonico, Monica Hrovatin, con il direttore sanitario  dell'Azienda per l'Assistenza Sanitaria, Emanuela Fragiacomo, con il Commissario Unico delle ATER Raffaele Leo. Ha partecipato il direttore dell'ATER di Trieste, Antonio Ius.

Il progetto, sviluppato sperimentalmente dal 2013, è orientato al miglioramento dell'accessibilità degli spazi aperti; alla sensibilizzazione sui temi della fruibilità della città in autonomia e sicurezza; alla formazione di una cultura dell'inclusione sociale.

Per volontà degli Enti che hanno sottoscritto l’accordo dei Piani di Zona l’aspetto innovativo riguarda il processo partecipativo avviato per la prima volta a livello provinciale per sperimentare una nuova metodologia di lavoro a sostegno di una progettazione integrata e accessibile.

Sono coinvolti complessivamente 50 operatori, professionisti, funzionari, studenti, cittadini disabili, amministratori, con i loro differenti punti di vista, derivanti dal ruolo, dalla professione, dalle competenze e dalle esperienze individuali.

Il Tavolo tecnico coordinato dalla Provincia si avvale del supporto metodologico e scientifico del Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’ Università degli Studi di Trieste, in base ad una specifica  convenzione.

Premesse

Gli Enti e i loro Servizi dei lavori pubblici, del sociale e del sanitario coinvolti nel Progetto hanno considerato che le istanze dell’accessibilità siano imprescindibili per il conseguimento di alti livelli qualitativi per un ambiente costruito che incontri il gradimento dei cittadini fruitori.

L’attenzione è stata attratta dal fatto che progettazione inclusiva e progettazione sostenibile si pongono come due facce di una stessa medaglia, volendo essere l’attributo “inclusivo” interprete di una dimensione più ampia, che abbraccia la diversità sociale ed economica oltre che le variazioni insite nell’ età o ascrivibili alle abilità di ciascuna persona.

“Progettare per tutti” è un atto che stabilisce la qualità delle relazioni tra le persone ed il contesto costruito, fondato su una definizione inclusiva di “fruitore” e sulle potenzialità che il contesto costruito offre per mettere in grado le persone di goderne. È collegato ai termini più strettamente attinenti la disabilità, quali “progettazione accessibile”, “progettazione senza barriere”, “progettazione adattiva”, ma al tempo stesso non è un sinonimo di questi.

Acquisire la consapevolezza relativamente all’importanza del rapporto tra qualità dell’ambiente e capacità/abilità dei fruitori di poterne godere in rapporto alle proprie capacità funzionali è uno dei valori fondamentali che dovrebbero essere propri di tutti gli attori direttamente coinvolti nella progettazione ed esecuzione degli interventi, piccoli o grandi.

Lo slogan “nulla su di noi senza di noi”: ampiamente condiviso del movimento internazionale delle persone con disabilità guida il manifesto delle dieci richieste rivolte nel 2009 dall’ European Disability Forum ai candidati per le elezioni europee affinché la discriminazione sulla base della disabilità potesse essere definitivamente archiviata come storia passata.  All’art. 5 la Carta chiede di garantire il diritto a partecipare ai processi decisionali e a diffondere i diritti sulla disabilità in tutte le aree delle politiche europee e nazionali, mentre all’Art. 10 si ribadisce il diritto all’accesso, al trasporto pubblico, alle infrastrutture, ai mezzi di comunicazione e di informazione. Il tutto basato sulla esplicita richiesta che qualsiasi decisione parta sempre dal basso e ogni soluzione sia definita con il contributo di tutti gli “esperti ignorati” che convivono con le conseguenze di un ambiente disabilitante. Viene dunque considerato importante che il diritto alla “creatività” di un progettista possa sempre misurarsi con il giudizio espresso dai portatori di interesse (disabili, in questo caso) che meglio di ogni altro, al di là di qualsiasi  più avanzata teoria ergonomica, sono in grado di validare il processo progettuale e i suoi risultati concreti. 

Il LabAc

Richiamando l’esperienza tecnica sul territorio che mette in luce come non sempre ci sia una diretta corrispondenza tra ambiente a norma e spazio accessibile, si è visto che un habitat “a norma” non sempre risulta effettivamente accessibile; l’assenza di barriere architettoniche è condizione necessaria, ma non sufficiente per conseguire l’accessibilità, e spesso l’ambiente necessita di un processo addizionale di dotazione di servizi e attrezzature che aumentano il grado di qualità e della stessa accessibilità.

Adeguare o riqualificare lo spazio pubblico sotto il profilo dell’accessibilità richiede una pluralità di azioni coerenti e una serie di interventi cadenzati nel tempo, guidati dalle indicazioni di un Piano che si configura come uno strumento strategico; il Laboratorio di Accessibilità (LabAc) si è posto come strumento operativo che permette un’esperienza di socializzazione e uno strumento di crescita e di coesione sociale.

Il LabAc si è configurato come un modello di processo/spazio/Tavolo di lavoro integrato, di lettura delle criticità e di indicazioni per la progettazione. Dove si sono confluite, integrandosi, le competenze e responsabilità di architetti, ingegneri, geometri, fisioterapisti, docenti, assistenti sociali, professionisti sanitari e sociali, persone con disabilità. Esso ha espresso un approccio ed una modalità di lavoro finalizzati ad un unico obiettivo: la fruizione degli spazi in autonomia e sicurezza, attraverso l’innalzamento del loro grado di accessibilità.

Le Amministrazioni – protagoniste dei Piani di Zona – stanno condividendo con i propri servizi e professionisti i seguenti obiettivi generali del progetto LabAc.

- evidenziare come il tema dell’accessibilità, possa essere considerato una risorsa che espande, oltre che la libertà individuale, la conoscenza e le opportunità sociali;

- contribuire a definire un linguaggio attuale e condiviso che superi la visione della “disabilita’” come cifra identificativa dei “problemi individuali” e delle “soluzioni dedicate”;

-   evidenziare come l’attuazione di politiche di intervento fondate sul principio della fruizione accessibile e sulla partecipazione ai processi di scelta contribuisca al miglioramento sia della percezione che delle condizioni di benessere e sicurezza dei cittadini;

-   evidenziare quindi come, per il raggiungimento di risultati durevoli ed efficaci, sia utile e necessaria una visione strategica multidisciplinare di scambio/incrocio settoriale che coinvolga una pluralità di attori.

   


  • Le fasi sperimentali di sviluppo del LabAc – un nuovo metodo di lavoro, integrato.

La prima fase del progetto LabAc (2013-2014) è stata finalizzata alla codifica della governance di un processo partecipativo; Il Tavolo multidisciplinare e interenti coordinato dalla Provincia ha messo a punto linee guida proposte per l’istituzione e il funzionamento del LabAc avvalendosi del supporto scientifico dell’Università degli Studi di Trieste.

L’attività ha riguardato in consequenza:

1. momento di acquisizione dei dati (finalizzato alla conoscenza delle esigenze degli abitanti e alla conoscenza dei dati del luogo) – svolto in collaborazione con le Amministrazioni/Enti che hanno suggerito le aree più interessanti ove condurre la sperimentazione – Le aree studiate dal gruppo di lavoro interdisciplinare con rappresentanti delle associazioni dei cittadini portatori di disabilità hanno comportato quindici sopralluoghi mirati con la partecipazione di una media di 12 persone a sopralluogo, ciascuno della durata di 3/4 ore, presso le seguenti aree comunali:

-         Zindis (Muggia)

-         Castelreggio (Sistiana – Duino-Aurisina)

-         Piazza S. Rocco (Duino-Aurisina)

-         Zone limitrofe area Cavana e Piazza Hortis (Trieste)

-         Strade tra Barriera Vecchia e Piazza Sansovino (Trieste)

-         Piazza, luoghi limitrofi, area ecologica (Sgonico).

 

I sopralluoghi, le riunioni di preparazione e di esame dei risultati, la produzione della documentazione - fornita ai Comuni - hanno richiesto complessivamente circa 1.300 ore di lavoro.

2.  momento programmatorio (finalizzato a individuare le principali azioni di competenza dei vari Attori, la pianificazione e programmazione anche in rapporto alla concreta disponibilità delle risorse, e le modalità di raccordo tra quelle di competenza  del pubblico e del privato anche ai fini del conseguimento di un adeguato livello qualitativo) – ipotizzato come da svolgersi in collaborazione con gli Uffici competenti in materia di pianificazione e programmazione degli interventi

  

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3.  momento progettuale (finalizzato a individuare, per situazioni campione/casi di studio, soluzioni  progettuali e  tecnologiche per attrezzature, spazi e servizi) – a cura delle Amministrazioni, che si possono riferire in tale fase allo strumento che è stato preparato dal Tavolo “Indirizzi per la progettazione”.

   

   

  

  

  

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Sul piano metodologico sono state svolte azioni di messa a punto di strumenti operativi (schede di rilevamento delle criticità, linee di indirizzo per la definizione/valutazione delle scelte progettuali) con lo scopo di sensibilizzare alla necessità di operare secondo una visione sistemica, che correli l’accessibilità ai servizi alla persona, alle attività di prevenzione, alle funzioni e ai servizi urbani, alla dimensione spazio-temporale della città, alla mobilità, all’utilizzo efficace delle risorse, ai temi della fruibilità per tutti e nelle condizioni di massima autonomia e/o comfort degli spazi di transizione privato/pubblico, oltre che di quelli privati.

  • L’attuale fase del Progetto LabAc (2015) va oltre la sperimentazione, riguarda l’obiettivo specifico di individuare più precisi supporti utili per la pianificazione degli interventi, in primis quella dei Comuni.

  

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Sono stati quindi realizzati strumenti operativi connotati da rigore scientifico, a supporto del lavoro di tecnici incaricati della redazione/valutazione di progetti e più in generale di tutti gli attori potenzialmente coinvolti nei progetti di valorizzazione di spazi pubblici e luoghi di interesse culturale (es. ATER e Azienda per l’Assistenza Sanitaria);

    

 

   

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Seguendo la metodologia di lavoro sperimentata nella prima fase, dopo aver individuato nuove aree "bersaglio" su cui lavorare, in base all'esistenza di programmazione di lavori dei Comuni e di altri enti interessati, si è avviata la mappatura dei gradi di accessibilità  per definire strategie e obiettivi e individuare scelte progettuali e tecnologiche per attrezzature, spazi e servizi delle zone studiate.

     

  

    

   

  

Nei mesi di gennaio, febbraio, marzo e maggio di quest'anno sono stati effettuati i sopralluoghi partecipati nelle nuove aree “bersaglio” limitrofe all’Ospedale Maggiore/Largo Niccolini di Trieste e presso   Sistiana Centro di Duino-Aurisina.

L’importante caratterizzazione data dalla coinvolta partecipazione da parte di persone con disabilità motoria e sensoriale ha consentito di affinare le Schede di rilievo finalizzate alla diagnostica dell'accessibilità, schede che sono state ulteriormente revisionate e semplificate secondo i suggerimenti ricevuti dal Tavolo di lavoro a seguito di appositi questionari somministrati per evidenziare le criticità dello strumento.

E’ stata, inoltre messa a punto una nuova scheda di elaborazione di dati “tecnici” che durante i sopralluoghi possono essere rilevati dalle figure “tecniche” afferenti alle Amministrazioni Comunali.

La scheda in formato elettronico “pesa” il valore dei dati numerici inseriti in base alla rilevanza degli elementi che contribuiscono a misurare il grado di accessibilità di un percorso cittadino, fornendo come “output” un indicatore qualitativo della loro fruibilità, collegato però a dati concreti riportati sinteticamente in schede riepilogative.

L’indicazione “qualitativa”, mediata con il risultato delle schede di rilievo compilate da tutti i partecipanti al sopralluogo, può venir  restituita su carta tematica (mappa dei gradi di accessibilità).

Ora, la possibilità di geo referenziare la mappa e di collegarla alle schede riepilogative delle singole criticità riscontrate permette di avere a portata di mano gli elementi per valutare dove intervenire per migliorare la fruibilità dei percorsi (principalmente ricostruendo una loro continuità) e in che modo affrontare l’intervento, facendo riferimento alle Schede di indirizzo per la buona progettazione approntate dal Tavolo LabAc.

Il database così costruito con le schede riepilogative delle criticità è stato pensato per essere sfruttato (si può iniziare in via sperimentale al Comune di Trieste) anche da una applicazione che, utilizzabile da dispositivi mobili o desktop, possa permettere di conoscere in anticipo il “grado di accessibilità” di un percorso cittadino da parte di un potenziale fruitore. Ciò gli consentirebbe di valutare, in base alle capacità e alle condizioni psico-fisiche in cui si trova, ovvero al proprio grado di autonomia, la modalità migliore per affrontare il percorso stesso.

Questo è un tema da sviluppare prossimamente.

In tale senso l’Università di Trieste, nell’ambito dell’accordo con la Provincia ha dato la disponibilità a coordinare e supportare gruppi di lavoro interdisciplinari presenti all’interno delle Amministrazioni che comprendano tirocinanti dell’Università di Trieste interessati a lavorare sulla costruzione delle mappe dell’accessibilità su percorsi specifici suggeriti dalle Amministrazioni stesse (percorsi turistici, percorsi di raccordi di spazi e servizi di pubblica utilità, es. stazione, uffici postali, etc… ). 

Inoltre, il Tavolo ha messo a punto un programma finalizzato alla formazione, realizzabile da fine luglio a novembre, rivolto ai servizi pubblici, ai fruitori, e anche ad una platea più ampia al fine di sensibilizzare e divulgare la cultura dell’a ccessibilità come valore dello spazio e degli ambienti di vita.

Slides conferenza stampa


LETTERA DELL'ASSESSORE PROVINCIALE A ASSESSORI COMUNALI, SINDACI, DIRETTORE DELL'AZIENDA PER L'ASSISTENZA SANITARIA, COMMISSARIO DELLE ATER - MAGGIO 2015.       

Il Laboratorio di Accessibilità – LabAc è entrato in una fase interessante del lavoro dello specifico Tavolo tecnico dei Piani di Zona, coordinato dalla Provincia, nel quale è presente l’Ente in indirizzo tramite i propri Servizi.

La metodologia partecipata del LabAc, prevista dalle Linee Giuda definite dagli Enti e dai relativi Servizi nel 2014, è attualmente applicata sperimentalmente nei Comuni di Trieste, di Duino-Aurisina, di Sgonico e sta contribuendo a fornire elementi concreti e utili alla progettazione in merito all’accessibilità, alla vivibilità e alla  fruibilità di spazi prossimi alle abitazioni e ai servizi.   

Il Tavolo, che coinvolge professionisti delle aree dei lavori pubblici, sociale e sanitaria, fruisce del supporto tecnico scientifico dell’Università di Trieste – Dipartimento di Ingegneria e Architettura - che accompagna il complesso processo partecipato del LabAc richiedente cambiamenti culturali e organizzativi.

Con la presente, desidero cortesemente anticipare che si sta predisponendo un momento pubblico, previsto entro il prossimo mese di luglio, per presentare congiuntamente i risultati finora ottenuti dal progetto e per illustrare i passi futuri nel campo delle proposte di formazione e dello scambio delle buone prassi nella progettazione accessibile a favore delle persone con disabilità e per il miglioramento della qualità della vita, obiettivo principale anche dei programmi.   

Nel ringraziare ancora molto per la collaborazione fra i rispettivi Enti, porgo i miei più cordiali saluti, con l’auspicio di proseguire i fruttuosi incontri di lavoro.

 

GENNAIO-MAGGIO 2015

Scheda rilievo

Maschera elaborazione criticità

Indirizzi per la progettazione

 

AREA DI STUDIO: SISTIANA CENTRO, COMUNE DI DUINO-AURISINA

Mappa gradi di accessibilità

Schede di approfondimento criticità

AREA DI STUDIO: LARGO NICCOLINI E ZONE LIMITROFE - COMUNE DI TRIESTE

Mappa gradi di accessibilità

Schede di approfondimento criticità


ATTIVITA' 2013-2014

Schede di rilievo delle criticità

RISULTATI AREA DI STUDIO: CITTA' VECCHIA - COMUNE DI TRIESTE

RISULTATI AREA DI STUDIO: BARRIERA VECCHIA, VIA PONDARES - COMUNE DI TRIESTE

RISULTATI AREA DI STUDIO: BARRIERA VECCHIA, PIAZZA VICO - COMUNE DI TRIESTE

   

   

   

RISULTATI AREA DI STUDIO: ZINDIS - COMUNE DI MUGGIA

  

 

   

    

  

    

     

 

RISULTATI AREA DI STUDIO: PERCORSO MUNICIPIO/AMBULATORI - COMUNE DI SGONICO

  

     

     

  

   

   

area Sistiana Centro RISULTATI AREA DI STUDIO: CASTELREGGIO, SISTIANA, PIAZZA

S. ROCCO

COMUNE DI DUINO-AURISINA



 

   

 




DICEMBRE 2013


Il progetto "Laboratorio Accessibilità" - LabAc - si pone come naturale proseguimento del progetto "Cambia la tua idea del possibile", andando a focalizzare l'attenzione sugli spazi contigui all'abitazione, nonchè sulle attrezzature di cui sono dotati e sui servizi che su di essi insistono. Durante lo svolgimento del progetto LabAc, si è proposto una traccia che può servire da guida per il passaggio da una cultura di "abbattimento" delle barriere architettoniche ad una cultura di pianificazione di spazi e servizi accessibili da tutti, attraverso l'operatività propria di Piani di Accessibilità.

Workshop Laboratorio di Accessibilità - LabAc 12-13 dicembre 2013 - Spazio Villas

   

TRASPORTO  FACILE -  L.R. 41/1996 - PIANI DI ZONA 2013-2015

MARZO 2015

PRENOTAZIONE DI TRASPORTO ASSISTITO MEDIANTE AGEVOLAZIONE ECONOMICA

La Provincia ha sottoscritto con nove soggetti una convenzione per l’incentivazione del servizio di prenotazione di trasporto assistito mediante agevolazione economica in attuazione del Progetto Trasporto Facile, previsto nel Programma triennale finalizzato alla sperimentazione di modelli organizzativi innovativi degli interventi e dei servizi di rete rivolti alle persone disabili, giusta deliberazione di Giunta Provinciale n. 22 dd. 27 febbraio 2014, in continuità con il Progetto sperimentale “Trasporti possibili: per un’autonoma  scelta di mobilità” -  L.R. 41/96 – Piani di Zona 2013 - 2015.

L'iniziativa prevede che persone disabili residenti o temporaneamente presenti nella provincia di Trieste che utilizzano il servizio gratuito di prenotazione di Trasporto Facile possano fruire di una riduzione della tariffa di trasporto nella misura di Euro 5,00 a tratta per il trasporto effettuato, in qualsiasi giornata e fascia oraria, con mezzi dedicati forniti dai soggetti aderenti al sistema Trasporto Facile, prenotato tramite il Servizio Trasporto Facile (Numero Verde gratuito 800 007 800).

I Soggetti sottoscrittori si impegnano ad effettuare a favore degli utenti – che hanno scelto autonomamente il servizio tramite la prenotazione Trasporto Facile - lo sconto della tariffa sulla tratta a concorrenza del suo costo.

Di seguito il nuovo dépliant illustrativo e il nuovo spot audio trasmesso dal 13 aprile dalle emittenti Radio Company - Radio 80 - Easy Network - Radio Attività News - Radio Attività Sport.

Dépliant - aprile 2015
Spot audio - aprile 2015

 

LUGLIO 2014

PROGETTO " TRASPORTI POSSIBILI: PER UN'AUTONOMA SCELTA DI MOBILITA' " - L.R. 41/96 / PdZ 2014







pres trasporti Provincia 

 

Trasporto Facile è un sistema di raccordo dei trasporti per persone con disabilità del territorio provinciale

Approvata la Carta dei Servizi con determinazione dirigenziale n. 2132 dd. 9.7.2014 - La Carta dei Servizi

Modulo di adesione a Trasporto Facile 2014

Manifestazione di interesse a Trasporto Facile 2014


GENNAIO 2014

Trasporto Facile è un sistema di raccordo dei trasporti per persone con disabilità del nostro territorio. L'iniziativa rientra nel quadro delle politiche attuate dalla Provincia di Trieste a favore dei cittadini più fragili, nell'ambito del programma di sperimentazione di progettualità innovative 2011-2013 nel campo della disabilità, sostenuto dalla Regione ai sensi della L.R. 41/96 e presente nei Piani di Zona 2013-2015. E' uno dei frutti più significativi del progetto "Trasporti possibili: per un'autonoma scelta di mobilità" pensato e realizzato in raccordo con i Comuni/Ambiti distrettuali e l'Azienda Sanitaria n. 1 "Triestina". Lo scopo principale di questa iniziativa è favorire la mobilità delle persone disabili che abitano nella provincia di Trieste.

Mi muovo. Per un'autonoma scelta di mobilità - Trasporto Facile è un sistema di raccordo dei trasporti per persone con disabilità del nostro territorio.


PIANO DI ATTUAZIONE DISABILITA' - ART. 21 - L.R. 41/1996

 

APRILE 2014

Tavola Rotonda - Workshop

"ABITO, MI MUOVO, PARTECIPO. Dalla tutela al protagonismo delle persone con disabilità" - 10 aprile 2014

Programma Tavola Rotonda - Workshop


FEBBRAIO 2014

Concluso il Piano 2011-2013, la Giunta Provinciale ha approvato il nuovo Programma 2014-2016 finalizzato alla sperimentazione di modelli organizzativi innovativi degli interventi e dei servizi di rete rivolti alle persone disabili.

L'Obiettivo generale è quello di consolidare i risultati conseguiti attraverso le attività di sperimentazione messe a punto con la precedente programmazione 2011-2013, finalizzate a favorire l'accessibilità e la fruibilità del territorio, con particolare attenzione alle persone con disabilità, e realizzate assieme ai Comuni, all'A.S.S. n. 1 "Triestina", alle associazioni interessate.

Deliberazione Giuntale n. 22 dd. 27.2.2014

Allegato alla Deliberazione Giuntale n. 22 dd. 27.2.2014


GIUGNO 2013

E' stato realizzato un video promozionale, con la collaborazione della Consulta Provinciale Disabili, riguardante il tema: "Trasporti possibili: per un'autonoma scelta di mobilità - Dove viaggia bene un disabile viaggiamo meglio tutti". Progetto L.R. 41/96 finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. 

Il video è stato realizzato con guida/sonoro per i non vedenti e con traduzione nella lingua italiana dei segni (LIS).

Il video è visionabile al seguente link:

http://youtu.be/SNOdXc2L5AE

 

Ultimo aggiornamento: Fri May 13 12:46:19 CEST 2016
Lavoro, Politiche giovanili e sociali