Distretto Culturale

Azioni

2009 - L'avvio del Distretto Culturale Evoluto


- A fine 2008 è stato affidato alla goodwill S.r.L., società di Bologna con maturata esperienza nel settore riconosciuta a livello internazionale, l’incarico di fornire il supporto tecnico-scientifico per l’avvio del “Distretto culturale evoluto”.

 

Nel corso del mese di marzo 2009 si sono tenuti tre incontri con le realtà scientifiche, culturali, imprenditoriali, sindacali e istituzionali e nell’estate 2009 sono stati avviati i contatti con le varie associazioni culturali locali riunite nelle diverse “case” (dei Teatri, del Contemporaneo, dell’Arte, del Cinema, della Letteratura, Internazionale delle Donne) ai fini di un loro coinvolgimento a lungo termine nella realizzazione del progetto di sviluppo del DICE e, più nell’immediato, nell’organizzazione di un convegno a questo dedicato.

 

- Nel corso del mese di marzo 2009, la Provincia di Trieste ha tenuto tre incontri con le realtà scientifiche, culturali, imprenditoriali, sindacali e istituzionali con il coordinamento scientifico del prof. Pierluigi Sacco.

 

- Da aprile a settembre la Provincia di Trieste ha lavorato per favorire l'attivazione di una rete di contatti e relazioni tra i futuri partner del progetto Distretto e alla definizione delle azioni necessarie all'avanzamento dello stesso.

 

- Ad ottobre 2009 la Provincia di Trieste ha organizzato il convegno internazionale “Distretto Culturale Evoluto: esperienze nazionali ed internazionali a confronto” nato proprio al fine di contribuire a definire le possibilità di sviluppo e crescita del distretto coinvolgendo esperti del settore italiani e stranieri ed offrire l’opportunità di conoscere le esperienze maturate in altri paesi europei ed extraeuropei. Al convegno hanno partecipato relatori provenienti da vari poli internazionali tra cui quelli di Essen, Linz, Istanbul, Lipsia e Lille, mentre alcune sezioni sono dedicate alle esperienze anche individuate e presentate dalle associazioni locali. Il programma realizzato insieme ad associazioni e centri di ricerca con il supporto scientifico di godwill e con la partecipazione dell’Associazione Industriali di Trieste ha voluto sottolineare la centralità del rapporto tra innovazione, impresa ed economia.

 

- Il 15 ottobre 2009 la Provincia di Trieste ha presentato alla Comunità Europea domanda di co-finanziamento per il Progetto DICE – Distretto Culturale Evoluto, a valere sul bando per la presentazione di progetti standard n° 02/2009, con riferimento al programma per la cooperazione transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013.

 

Si tratta di un progetto per cui è stato richiesto il massimo finanziamento consentito, pari a € 1.500.000, e per la cui realizzazione verranno coinvolti diversi territori italiani e sloveni: Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Regione statistica di Obalno- Kraška, Regione statistica di Gorenjska e Regione statistica Osrednjeslovenska.

 

Il progetto si propone di recuperare e rendere fruibili aree/strutture dismesse di importante valenza storica per farne poli di sviluppo culturale, luoghi dai quali promuovere l’attivazione di distretti culturali evoluti che integrino il settore della conoscenza con filiere diverse ed eterogenee (artistiche, culturali, sociali ed imprenditoriali). L’obiettivo finale è creare una sinergia nella quale la tutela conviva con la riconversione innovativa e con l’imprenditorialità finalizzate ad un’autosostenibilità sia finanziaria che operativa nel lungo termine.

 

Il progetto mira alla creazione di un polo aggregativo di soggetti con background culturale eterogeneo avente come obiettivo la valorizzazione del patrimonio storico e culturale attraverso lo sviluppo di reti di relazione tra Italia e Slovenia che possano supportare la cooperazione nel settore della cultura quale leva, anche da un punto di vista economico, per il miglioramento dell’attrattività e della competitività del territorio stesso. Un processo che prevede la realizzazione di iniziative congiunte finalizzate a far conoscere il patrimonio storico, urbanistico e architettonico delle aree coinvolte nel progetto in particolare attraverso la realizzazione di itinerari tematici transnazionali e di infopoint, il recupero di beni immobili nell’ottica delle dismissioni creative, l’impiego di tecnologie innovative (es. domotica) che consentano a categorie svantaggiate di fruire delle aree recuperate, conoscerle meglio, partecipare al loro sviluppo. Si punta a creare una comunione di intenti tra tutti i soggetti partecipanti, che consenta lla presentazione di proposte capaci ci trasformarsi in un flusso di iniziative culturali che si autosostengono nel tempo. Il modello proposto prevede un meccanismo di crescita endogena, nel quale all’innovazione di tipo culturale si possa accompagnare una capacità innovativa di sistema che, nello specifico, possa portare alla generazione di nuove risorse e al miglioramento della qualità della vita; dopotutto gli strumenti della creatività, ovvero innovazione, informazione e conoscenza, rappresentano nell’attuale società una risorsa economica in grado di generare valore aggiunto.

 

Fisicamente il distretto sarà collocato, nelle aree di interesse del progetto: a Trieste, nel Comprensorio di San Giovanni, in Emilia Romagna a Faenza (provincia di Ravenna), e nella Repubblica di Slovenia a Capodistria e Postumia, cogliendo nelle diverse connotazioni tematiche e nelle specifiche inclinazioni e tradizioni culturali spunti di confronto, di promozione di buone pratiche, di sviluppi e scambi di esperienze nel settore delle arti. Il progetto può dirsi evoluto in quanto basato su un sistema di “dismissioni creative” di aree in disuso, ovvero spazi per lungo tempo abbandonati che, coniugando forme di produzione e di consumo culturale, divengono innovativi centri culturali polifunzionali, destinati ad erogare servizi differenziati, appartenenti a diverse tipologie di filiere: culturale, scientifica, tecnologica e sociale, quest’ultima intesa non solo come attività socio-sanitaria ma anche come coinvolgimento attivo della popolazione mediante formazione e centri di aggregazione.

 

Infatti, a partire dalla diagnosi delle potenzialità delle aree collegate al tema delle “dismissioni creative”, ovvero il Comprensorio di San Giovanni di Trieste, il Centro Rotunda di Capodistria, le strutture militari riconvertite in Parco tecnologico, sede per Scuole di formazione e Musei del Comune di Postumia, il DO di Faenza, centro culturale situato presso l’ex ufficio comunale oggetti smarriti e il “Parco delle scienze e delle arti Evangelista Torricelli–Faventia” che ospita giovani imprese legate alla ricerca/innovazione/creatività, si punta ad individuare le linee guida per uno sviluppo di lungo periodo, all’interno di un processo partecipato da tutte le componenti politiche, culturali, sociali ed economiche del contesto urbano, e a creare spazi per la condivisione di progettualità comuni e per la costruzione di competenze, specializzazioni, idee di recupero dei siti e nuove proposte.

 

Nel sito del comprensorio di San Giovanni, in particolare, la realizzazione del progetto DICE consentirà, la coesistenza di elementi di pluridisciplinarietà dal momento che al suo interno si troveranno ad agire oltre alla Provincia di Trieste, l’Università degli studi di Trieste, il Comune di Trieste, l’Azienda sanitaria territoriale, l’AREA Science Park, tre musei e la Rete delle Case delle associazioni culturali: una situazione di pluralità istituzionale che consente di attivare agevoli percorsi di governance. In questo contesto la cultura farà da mediatore tra filiere diverse e complementari rafforzandosi proprio grazie alla diversità di funzione, mandato e mission, dei soggetti che agiscono nell’area. Si tratterà dunque di un luogo caratterizzato da una sua unicità e originalità in grado di fondere dimensione creativa e sostegno alle fasce deboli, far convivere giovani e anziani, promuovere la valorizzazione del patrimonio e del paesaggio culturale.

 

La risorsa culturale generata naturalmente da un sito ricco di memoria quale il comprensorio di San Giovanni può agire a beneficio di un territorio più ampio, non solo nella direzione di proporre un modello sociale ed identitario condiviso e riconosciuto da parte della popolazione, ma anche agendo nella direzione di un ri-orientamento motivazionale del tessuto locale favorendo la connessione tra parte italiana e parte slovena, nella consapevolezza che nella complementarietà e varietà dell’offerta, anche grazie al collegamento con l’esperienza del Centro Rotunda in Slovenia, risiedono opportunità per il rilancio dell’intera area transfrontaliera.

 

L’architettura dell’intero progetto tende, con la realizzazione di una costante e diffusa opera di promozione e informazione, a creare una coscienza comune delle potenzialità e delle caratteristiche della zona, generando un forte senso di appartenenza e di riconoscimento in ciò che i luoghi hanno rappresentato, rappresentano e, se valorizzati e rivitalizzanti, potranno rappresentare in futuro anche in un ottica di complessivo sviluppo del territorio di riferimento. Una delle finalità del programma è infatti quella di stimolare gli abitanti dei centri coinvolti nel DICE a diventarne per primi promotori contribuendo alla realizzazione di percorsi tematici destinati non solo ai cittadini dell’area transfrontaliera, ma anche a quanti sperimentano analoghi processi di crescita nelle regioni contermini e, più in generale, ai turisti provenienti da fuori della zona di intervento favorendone la fruizione da parte di un pubblico vasto ed eterogeneo.

 

Hanno aderito al progetto in qualità di partner:

 

- Università di Trieste;

 

- Università IUAV di Venezia;

 

- Comune di Trieste;

 

- A.S.S. n°1 “Triestina”;

 

- Istituto J. Maritain;

 

- Area Science Park;

 

- Comune di Faenza;

 

- Assindustria Trieste;

 

- Mini MU;

 

- Centro Regionale di Catalogazione e Restauro dei Beni Culturali di Villa Manin;

 

- Rete delle case di associazioni culturali;

 

- Univerz na Primorskem (Università del Litorale);

 

- Središče Rotunda, primorski družbeni center, Koper (Centro Rotunda, Capodistria);

 

- Občina Postojna (Comune di Postumia);

 

- BSC, Poslovno podporni center, d.o.o., Kranj (Centro Regionale di Sviluppo, Kranj).