Presidente

Interventi

8 marzo 2010- premio Primavera di donne ad Ariella Reggio

Intervento della Presidente- sala del Consiglio provinciale

L’8 marzo è una data importante per le donne e per l’intera comunità. Un momento dedicato a ricordare il lungo percorso affrontato per la conquista e il consolidamento dei diritti e un’occasione per accendere l’attenzione su quanto ancora, in Italia e fuori dai nostri confini, è necessario fare per assicurare dignità, rispetto, uguaglianza, solidarietà, opportunità.

Accanto ad un impegno che deve dunque essere costante, la Provincia di Trieste ha voluto promuovere un premio da assegnare annualmente, in occasione proprio dell’8 marzo, a una donna che, grazie alla sua attività, sia testimone di valori, portatrice di esperienze, esempio di levatura professionale.
 
Nel 2010 il riconoscimento “Primavera di donne” va ad Ariella Reggio, figura protagonista della cultura di Trieste e del suo territorio, artista che ha saputo, con fermezza e solarità, coniugare successo personale a capacità di operare assieme ad altri per dare continuità, peso e concretezza al proprio itinerario e al teatro in generale.
 
La sua carriera è troppo nota per avere necessità di essere ricordata in questa occasione, vorrei piuttosto condividere con tutti voi quelle qualità individuali che fanno della signora Reggio una donna di rilievo per il mondo delle arti, ovvero quegli aspetti distintivi che appartengono alle persone di talento: la modestia abbinata alla tenacia, la professionalità mai dimentica dell’autocritica, le doti naturali valorizzate dalla formazione.
Ariella Reggio non è persona che ama, spente le luci, la ribalta a meno che non si intenda con questo termine il teatro stesso, quell’insieme di persone che quotidianamente lavorano per alimentare ed accrescere la cultura dell’espressività. Fondare un teatro, come ha fatto nel 1976 assieme ad Orazio Bobbio, Lidia Braico e Francesco Macedonio, non è infatti un passo che si fa solo per amore della scena, è un atto di coraggio che si compie per il teatro nel suo complesso. In una città come Trieste, già premiata dalla presenza di importanti Stabili e Fondazioni liriche, questo è stato un passaggio importante e arditamente consapevole che ha portato la passione a tradursi in concreta operatività. Al succedersi di stagioni accolte dal plauso degli abbonati sempre più numerosi e dalla stima della critica, la nuova realtà ha saputo assicurare fin dagli esordi opportunità di crescita professionale e di lavoro per attori, registi, tecnici e altre maestranze.
Istinto e formazione, dicevo prima, un binomio importante che mi piace sottolineare perché se da un lato accompagna lo sviluppo della sua carriera, dall’altro rappresenta per i giovani, quei giovani con cui la signora Reggio ama sempre lavorare e confrontarsi, un “modello” di impegno. I suoi successi, continui e legati ai più diversi contesti - la prosa, l’operetta con qualche incursione nella lirica, il cinema e la televisione -, nascono da una attenta preparazione cui, successivamente, l’esperienza ha dato colore e rotondità. Ariella Reggio tiene a ribadire che l’attore non deve smettere mai di studiare, per questo mi soffermo sui suoi esordi: la frequenza alla Scuola di recitazione “Silvio D’Amico”, le prime esperienze nella compagnia di prosa della Rai e le scritturazioni per il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, sono state tappe necessarie e fondamentali che hanno acceso una carriera ricca di successi. Parallelamente, da artista toccata da un talento subito emerso, non le è mai mancato il coraggio e un’incessante energia, note che senza tentennamenti l’hanno portata sino a Londra a condurre per la BBC trasmissioni culturali radiofoniche e televisive.
Una donna aperta al mondo, dunque, che ha calcato le scene dei più importanti teatri e set, mantenendo non di meno un fortissimo legame con la sua città, rapporto che il tempo non ha mai scalfito piuttosto affinato: ne sono testimonianza non solo l’attività per la Contrada e le partecipazioni a spettacoli organizzati da altri stabili, ma l’affettuosa assiduità con cui si dedica alla prosa in dialetto, contesto nel quale la sua carica interpretativa tocca vivacità intense come, ad esempio, nell’ultimissima prova Remitur. Le donne al parlamento.
La galleria di personaggi femminili cui Ariella Reggio ha dato fisicità e sentimento, è lunga e articolata: accanto a parti brillanti altre più drammatiche, spaziando dagli autori classici a quelli contemporanei, sempre scegliendo, anche quando si è trattato di cammei, parti in cui l’universo femminile emerge con tutte le sue sfaccettature, senza alcun cliché ripetitivo pur senza rinunziare allo stereotipo se dalla sua declinazione affiorano letture ironiche della realtà.
Con questa capacità interpretativa Ariella Reggio ha dato carattere anche a diverse rappresentazioni entrate nel cartellone del festival estivo organizzato dalla Provincia: dall’intensa interpretazione di Elena nell’omonima opera di Ghiannis Ritsos alla figura di Thelma, la madre di Buonanotte mamma di Marsha Norman, con cui si aprirà, a giugno, l’edizione 2010 della rassegna “Teatri a teatro”.
 
E’ quindi con vero piacere che per la professionalità, la versatilità, l’attenzione per il teatro come risorsa della cultura, per lo sguardo sempre attento ai giovani, per la cura del dialetto, che consegno oggi, dinnanzi ai rappresentanti delle nostre istituzioni, dei teatri, delle associazioni e dei comitati femminili, di tanti amici, ad Ariella Reggio il premio “Primavera di donne” 2010.
 
 
Maria Teresa Bassa Poropat
Presidente della Provincia di Trieste