Quesito
DOMANDA SULLE SIMULAZIONI DI MANOVRABILITÀ DELLE NAVI GASIERE NELLA BAIA DI ZAULE SOTTO EFFETTO DEL VENTO
Dopo che il 10 marzo scorso la Bora pare abbia superato i 200 km/ora (=108 nodi) nella Baia di Zaule, ha destato scalpore in città il fatto che le simulazioni di manovrabilità delle navi gasiere nella stessa Baia sotto effetto del vento siano state «condotte dai progettisti Gasnatural-Medea Engineering per un vento massimo di 36 nodi».
Il primo a denunciare l’inadeguatezza di questi «36 nodi» è stato il giornalista Paolo Rumiz sul Piccolo; poi altri si sono accodati, tanto che la denuncia dei «36 nodi» è approdata anche al sito della Provincia, cui pure la presente domanda viene rivolta.
Purtroppo, quello di Rumiz era un refuso. La sottovalutazione del rischio delle gasiere in manovra è infatti molto peggiore perché, come si vedrà, il vento massimo considerato da Gasnatural-Medea era di soli 36 chilometri all’ora (e non nodi). 36 chilometri all’ora equivalgono a 19.5 nodi.
Chiedo gentilmente al comitato di esperti di verificare i 36 km/h dall’Allegato 22.1 dello Studio di impatto ambientale del 2006 (nome file: 03246-E&E-R-0-001-1 SIA Zaule.pdf). A pagina 238, questo Studio di impatto ambientale presenta l’Allegato 22.1 in questi termini: «La gasNatural ha redatto uno studio specifico dal titolo "Terminale di ricezione e rigassificazione nel Porto di Trieste - Studio delle manovre, dei rischi e della operatività dell'accesso marittimo" (vedi appunto l’Allegato 22.1).
L’Allegato 22.1 affronta un aspetto cruciale del progetto soprattutto in condizioni meteomarine avverse: la navigazione, l’entrata in porto, la rotazione di 180° delle navi gasiere davanti all’attracco, a poche centinaia di metri da industrie, depositi e centri abitati. Risulta agli esperti della Provincia che questo «studio specifico» in realtà non sia –come ci si aspetterebbe- una relazione firmata da esperti di chiara fama su una qualche carta intestata, bensì una semplice raccolta di 91 diapositive di presentazione, senza indicazione dell’ente responsabile? E che sia di autori ignoti?
Risulta agli esperti cui mi rivolgo che la simulazione delle manovre delle gasiere nella baia sia stato basato (vedi diapositiva n.13 dell’All. 22.1) su misure meteomarine provenienti “dal punto di misura del CNR-ISMAR (di coordinate geografiche 45° 30’ N, 13° E)”, ovvero a sud di Caorle? Vedete in quella diapositiva che la velocità massima del vento considerato (settore verde scuro del diagramma a rosa) è da 7 a 10 m/s? (10 m/s = 36 km/ora).
Risulta agli esperti della Provincia che sia l’ISMAR-CNR (Dr. Fulvio Crisciani) che l’OGS (direttore Dipartimento Oceanografia biologica Dr. Renzo Mosetti) hanno scritto che quel punto di misura di coordinate 45° 30’ N, 13° E –citato da Gasnatural/Medea- addirittura non esiste?
Infine, le diapositive 57 e 58 dello stesso All. 22.1 si occupano delle dimensioni in pianta della via di navigazione in entrata alla baia triestina e della determinazione degli ‘sbandamenti’ della nave investita dalla Bora. Scrivono gli anonimi autori: «Questa determinazione é stata realizzata partendo dalle registrazioni simultanee di vento e moto ondoso nel golfo di Venezia durante 4 anni consecutivi (2001-2004)». (Notoriamente, la Bora si smorza verso Venezia).
Vedono gli esperti dalle stesse diapositive 57 e 58 che le rotte sono state simulate con due software diversi, uno con didascalie in spagnolo? Appare credibile che si tratti di simulazioni realizzate in Olanda dal MARIN’S, come affermato dagli ANONIMI autori?
Possibile che sia questa la serietà con cui si studia un argomento così determinante per la sicurezza?