Energia & Ambiente Natura

Rigassificatore

Carlo, Trieste
Data
12/04/2010
Quesito
Sul valore dei servizi ecosistemici che andrebbe perso per la riduzione di habitat marini. L'acqua di mare impiegata nel processo di rigassificazione verrebbe ad essere praticamente sterilizzata, quindi inutilizzabile per i servizi ecosistemici che la stessa renderebbe all'ambiente: habitat per le comunità planctoniche e pelagiche, processi di autodepurazione, ecc. Ma quanta acqua consuma un impianto di rigassificazione ? Per 1 rigassificatore l’utilizzo di acqua è: - in condizioni di normale esercizio: 25.000 m3/h in condizioni di picco: 32.000 m3/h Si tratta di una quantità notevole:“…636.000 metri cubi al giorno, come dire il volume di un edificio di 20 piani con la base grande come Piazza Unità”. Da questo dato si può calcolare che in un anno verrebbero resi inutilizzabili 232.140.000 metri cubi d'acqua di mare. Essendo che il golfo di Trieste ha una profondità media di 16 metri, verrebbero sottratti (annualmente) 1.450,9 ettari di habitat marino. I servizi ecosistemici resi dall'ambiente marino sono stati quantificati. I parametri di riferimento potrebbero essere, in questo caso: - valore per anno, per 1 ettaro di mare sovrastante la piattaforma continentale (Costanza R, 1997: The value of the world's ecosystem services and natural capital): € 2.254 - valore per anno, per 1 ettaro di mare incluso nell'area marina protetta di Miramare (Marangon F., 2004): € 3633. La perdita economica annua sarebbe quindi quantificabile in un range compreso tra € 3.270.329 e € 5.271.120. Tali stime non sono menzionate negli studi di impatto ambientale per il rigassificatore di Zaule, quindi non compaiono nelle “passività” del conto economico legato a questo progetto. Perché ?
loran, Trieste
Data
11/04/2010
Quesito
Senza snocciolare dati,per farla in breve,quando tutti gli impianti in progettazione entreranno in regime l'Italia importerà gas per circa tre volte il prorio consumo. Cosa ce ne faremo di tutto questo gas? A che prò un'altro rigassificatore? Non è che per caso è...non serve tutto questo gas,o meglio non certo agli utenti,bensi serve a rimpinguare le tasche a gas natural(delibera 82 del 2008 )vari azionisti di acegas-aps,casse comunali e chi più ne ha più ne metta!!!?? Grazie.
Diego, Trieste
Data
08/04/2010
Quesito
Vorrei sapere quale corrispettivo verserà la società Gas Natural per l'utilizzo dell'acqua di mare, in considerazione del fatto che l'acqua è un bene comune e il suo utilizzo a scopi industriali deve essere remunerato in misura adeguata alla fruizione; inoltre, vorrei conoscere quali contromisure preveda la società Gas Natural per evitare o ridurre al minimo gli effetti inquinanti derivanti dal massiccio impiego di acqua marina
Marcello, Trieste
Data
01/04/2010
Quesito
Ritengo opportuno segnalare le specifiche norme di sicurezza nazionali ed internazionali relative alla navigazione portuale in presenza di un rigassificatore: è possibile che esse interferiscano con lo sviluppo del Porto che tutti auspichiamo? Grazie per l'interessamento.
Carlo, Trieste
Data
31/03/2010
Quesito
Nel decreto di VIA leggo la seguente prescrizione: D) Prescrizioni del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare D.2) in sede di conferenza dei servizi conclusiva ai fini del rilascio dell'autorizzazione alla realizzazione ed esercizio dell'impianto verrà verificata la reale potenzialità di trasporto sulla rete nazionale del gas metano prodotto dall'impianto. L'interpretazione che faccio io di questa prescrizione mi fa porre la seguente domanda. Per l'impianto di Zaule ancora non si sa – per lo meno alla data del decreto di VIA – quanto del GNL rigassificato a Trieste possa poi essere assorbito e ridistribuito dalla rete nazionale del gas metano ? Sicuramente mi mancano pezzi importanti di informazione, ma se davvero fosse così giudicherei questa situazione alquanto paradossale e descrittiva dell'inconsistenza dei nostri strumenti di pianificazione nel settore energetico. Un simile scenario mi lascerebbe pensare che il rigassificatore, paracadutato qui come le “cattedrali nel deserto” di vecchia memoria, serva unicamente in piccola parte al business della centrale a turbogas (a proposito, ricordo sempre che manca la VAS per l'insieme di tutte queste opere...) ma soprattutto per incassare le prebende della Delibera dell'Autorità per Energia Elettrica e Gas n.92 del 2008.
Oriana, Trieste
Data
31/03/2010
Quesito
A quante persone darà lavoro il rigassificatore?!?!?!?
Stefano, Altro
Data
31/03/2010
Quesito
Quali sonoi rischi per la sicurezza nella zona?
Lino, Trieste
Data
31/03/2010
Quesito
L'impatto di un missile sul serbatoio criogenico che riesca a forare la camicia interna provoca necessariamente l'accensione o invece può a permettere la formazione di una nube fredda di vapore di GN senza accensione immediata? chiedo che la risposta sia accompagnata da una puntuale elaborazione numerica dei dati energetici che entrano in gioco nell'impatto.
Ettore, Trieste
Data
31/03/2010
Quesito
DOMANDA SULLE SIMULAZIONI DI MANOVRABILITÀ DELLE NAVI GASIERE NELLA BAIA DI ZAULE SOTTO EFFETTO DEL VENTO Dopo che il 10 marzo scorso la Bora pare abbia superato i 200 km/ora (=108 nodi) nella Baia di Zaule, ha destato scalpore in città il fatto che le simulazioni di manovrabilità delle navi gasiere nella stessa Baia sotto effetto del vento siano state «condotte dai progettisti Gasnatural-Medea Engineering per un vento massimo di 36 nodi». Il primo a denunciare l’inadeguatezza di questi «36 nodi» è stato il giornalista Paolo Rumiz sul Piccolo; poi altri si sono accodati, tanto che la denuncia dei «36 nodi» è approdata anche al sito della Provincia, cui pure la presente domanda viene rivolta. Purtroppo, quello di Rumiz era un refuso. La sottovalutazione del rischio delle gasiere in manovra è infatti molto peggiore perché, come si vedrà, il vento massimo considerato da Gasnatural-Medea era di soli 36 chilometri all’ora (e non nodi). 36 chilometri all’ora equivalgono a 19.5 nodi. Chiedo gentilmente al comitato di esperti di verificare i 36 km/h dall’Allegato 22.1 dello Studio di impatto ambientale del 2006 (nome file: 03246-E&E-R-0-001-1 SIA Zaule.pdf). A pagina 238, questo Studio di impatto ambientale presenta l’Allegato 22.1 in questi termini: «La gasNatural ha redatto uno studio specifico dal titolo "Terminale di ricezione e rigassificazione nel Porto di Trieste - Studio delle manovre, dei rischi e della operatività dell'accesso marittimo" (vedi appunto l’Allegato 22.1). L’Allegato 22.1 affronta un aspetto cruciale del progetto soprattutto in condizioni meteomarine avverse: la navigazione, l’entrata in porto, la rotazione di 180° delle navi gasiere davanti all’attracco, a poche centinaia di metri da industrie, depositi e centri abitati. Risulta agli esperti della Provincia che questo «studio specifico» in realtà non sia –come ci si aspetterebbe- una relazione firmata da esperti di chiara fama su una qualche carta intestata, bensì una semplice raccolta di 91 diapositive di presentazione, senza indicazione dell’ente responsabile? E che sia di autori ignoti? Risulta agli esperti cui mi rivolgo che la simulazione delle manovre delle gasiere nella baia sia stato basato (vedi diapositiva n.13 dell’All. 22.1) su misure meteomarine provenienti “dal punto di misura del CNR-ISMAR (di coordinate geografiche 45° 30’ N, 13° E)”, ovvero a sud di Caorle? Vedete in quella diapositiva che la velocità massima del vento considerato (settore verde scuro del diagramma a rosa) è da 7 a 10 m/s? (10 m/s = 36 km/ora). Risulta agli esperti della Provincia che sia l’ISMAR-CNR (Dr. Fulvio Crisciani) che l’OGS (direttore Dipartimento Oceanografia biologica Dr. Renzo Mosetti) hanno scritto che quel punto di misura di coordinate 45° 30’ N, 13° E –citato da Gasnatural/Medea- addirittura non esiste? Infine, le diapositive 57 e 58 dello stesso All. 22.1 si occupano delle dimensioni in pianta della via di navigazione in entrata alla baia triestina e della determinazione degli ‘sbandamenti’ della nave investita dalla Bora. Scrivono gli anonimi autori: «Questa determinazione é stata realizzata partendo dalle registrazioni simultanee di vento e moto ondoso nel golfo di Venezia durante 4 anni consecutivi (2001-2004)». (Notoriamente, la Bora si smorza verso Venezia). Vedono gli esperti dalle stesse diapositive 57 e 58 che le rotte sono state simulate con due software diversi, uno con didascalie in spagnolo? Appare credibile che si tratti di simulazioni realizzate in Olanda dal MARIN’S, come affermato dagli ANONIMI autori? Possibile che sia questa la serietà con cui si studia un argomento così determinante per la sicurezza?
Lino, Trieste
Data
31/03/2010
Quesito
E' vero che che ai margini di una nube criogenica liberata dal sistema di contenimento del GNL la concentrazione degli idrocarburi più pesanti e maggiore rispetto all'origine? è che questa situazione rende possibile l'esplosione in condizioni di semiconfinamento?
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